Lettere ai giornali
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(Mauro Aurigi al Corriere di Siena il 26.3.2001)
Mario Ascheri si domanda perché le tre liste
"terze" Altra Siena, Democrazia Europea e Quelli di
Montaperti (QdM) non uniscano le loro forze, essendo questa l'unica
via per guadagnare il ballottaggio prima e la vittoria poi. Giustissimo,
ma rimane da capire la "ratio" di una vittoria così
ottenuta. Immagino che Ascheri non abbia esigenze meramente estetiche
del tipo "vincere è bello" e pensi al rovesciamento
dei perversi equilibri di potere attuali. Ma ciò non basta.
Certamente a questo mirano le altre due liste, ma non QdM. Essi
sanno che sostituire Piccini con Monaci o Martinelli (o Massimo)
significa solo cadere dalla padella nella brace. E non perché
quei personaggi siano perversi (neanche Piccini personalmente
lo è), ma perché la concentrazione di potere che
la legge ha consentito nelle mani del sindaco, a Siena esaltata
dalla presenza di abnormi enti pubblici, renderebbe politicamente
perverso e dispotico chiunque. E mentre Monaci e Martinelli puntano
meramente a surrogarsi al principe in tutta la sua "magnifica"
potestà (non parlano di limitazione e redistribuzione di
quel potere), QdM hanno un solo unico obiettivo: spodestare il
despota chiunque esso sia e ricollocare al suo posto i cittadini.
Non si tratta di una dichiarazione di principio. Il nostro modello
è la Contrada, legittima erede della gloriosa antica Repubblica,
dove, come nei sistemi più avanzati, a nessuno è
consentito di nominare nessun altro, dove tutte le cariche, anche
quelle del prete, sono di nomina popolare e dove non si spende
una lira per la straordinaria amministrazione senza la delibera
dell'Assemblea.
Sono disposte le altre due liste a ricorrere al referendum sulle
questioni straordinarie (in passato: vendita del Monte, sventramenti
per i parcheggi, la devastazione di Porta Tufi, aumenti fiscali
ecc.) e di sottoporre le oltre 300 cariche di competenza del sindaco
(assessorati, Fondazione, Tra.in, Intesa, Papesse, Scotte ecc.)
ad elezione popolare? Sono d'accordo a proibire l'immediata rieleggibilità
di tutti, sindaco compreso, per eliminare il triste fenomeno di
una casta di buro-politici che campano tutta la vita sulle spalle
del Popolo? Se sì, si può trattare. Se no, l'unificazione
delle tre liste non è neanche un fatto estetico ma si risolve
in un disgustoso progetto di lottizzazione del potere. E QdM sono
fatti di un'altra pasta.
Mauro Aurigi
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