Domande
In questo spazio verranno pubblicate le vostre domande (con
relativa risposta) più comuni ed interessanti che ci verranno
poste.
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"Nel vostro programma non ho letto niente
di specifico per quanto riguarda l'aspetto occupazionale. Vorrei
delle informazioni in proposito. E nel caso di un eventuale ballottaggio
dove vi riferiresti?".
Rispondiamo prima alla seconda domanda perché la risposta
è più semplice.
Quelli di Montaperti (QdM) o vincono o vanno al ballottaggio.
Altrimenti non
vanno con nessuno: la stragrande maggioranza di noi non vota da
tempo,
perché stimiamo che l'attuale opposizione non sia migliore
di quelli che
hanno governato sinora, sia a Siena che a Firenze o a Roma. Oltretutto
chiediamo il voto soprattutto a chi non vota e sarebbe un bel
tradimento poi
piegarci a destra o a sinistra o al centro. Questo lo abbiamo
scritto e
detto a chiare lettere. Vorremmo altrettanta onestà nelle
altre due liste
"indipendenti" (Monaci e Martinelli) che invece preferiscono
restare
nell'ambiguità e probabilmente faranno trovare alla fine
i propri elettori
davanti ad una bella sorpresa. Comunque a noi interessa entrare
in consiglio
comunale, non solo perché faremo entrare nel Palazzo, insieme
a noi, i
Senesi, ma perché Siena vedrà finalmente quello
che non ha mai visto:
un'opposizione coi fiocchi e controfiocchi.
La seconda domanda è invece grande come una
casa e imporrebbe una risposta come un grattacielo. Proveremo
ad essere concisi, ma sappiamo già che non ce la faremo.
Quella dell'occupazione è una questione che i partiti agitano
da sempre e in
maniera demagogica. Non è escluso che siano anche ingenuamente
convinti di
quello che dicono, ma è più probabile che sappiano
bene che la promozione
dell'occupazione è un'altra scusa per spremere soldi al
contribuente e per
gestirli in funzione del potere clientelare (soldi agli imprenditori
perché
investano sul territorio). E' stato il dramma del Meridione dove
sono stati
sotterrati centinaia di migliaia di miliardi dei cittadini e s'è
visto che
cosa è succeso: l'occupazione non è cresciuta, ma
politicanti e mafiosi sì.
La realtà è che l'istituzione non può produrre
occupazione né imprese, anzi
le affossa tutt'e due. Non esiste un solo episodio ne' storicamente
ne'
geograficamente in cui l'ente pubblico sia stato capace di produrre
sviluppo
economico. La miseria del Meridione, come quella dell'Est europeo
e di tutto
il mondo sottosviluppato ha una sola origine: l'intervento diretto
e pesante
del pubblico nell'infantile tentativo di produrre sviluppo economico
e
occupazione. Basta porsi la domanda: Sylicon Valley in California,
il punto
più avanzato dell'economia mondiale, è il prodotto
del governatorato di
Reagan o della vivacità di quella società civile?
Lo sviluppo del Nord-Est
italiano, che ha assorbito tutta la mano d'opera locale ed ora
si rivolge
agli estracomunitari, è merito dei comuni locali, tutti
democristiani, della
regione Veneto oppure dei Veneti che sanno rimboccarsi le maniche
come pochi altri? E lo sviluppo industriale di Prato e di Empoli
è merito della giunte
di sinistra di quelle città o dell'operosità di
quei cittadini? E per venire
a noi, lo sviluppo industriale di Poggibonsi, che non ha visto
una lira
degli utili del Monte, è merito delle giunte di sinistra?
Pensiamo solamente
al fatto che a Siena nel corso degli ultimi decenni è stato
investito qualcosa come mille miliardi (andiamo a occhio, ma non
pensiamo di essere tanto lontani) di utili del Monte: che tipo
di sviluppo hanno prodotto? Zero
assoluto, anzi hanno fatto chiudere tutto quello che sorgeva spontaneamente
per un meccanismo che qui diventa troppo lungo da spiegare. Ma
una cosa
hanno prodotto: un sistema clientelare che è il più
ferreo e sordido del
centro-nord e paragonabile solo a quello mafioso del meridione
(per questo a
Siena, come nel meridione non c'è sviluppo economico).
Alcune cose invece l'ente pubblico dovrebbe fare
per favorire lo sviluppo e
non le fa:
- garantire la democrazia economica (lotta ai monopoli
ed alla prevaricazione di un'azienda sulle altre sul mercato):
invece ha comportamenti opposti: favorisce gli "amici"
(finanziamenti, concessioni, appalti ecc.) a scapito dei nemici
politici o degli indipendenti.
- lotta all'evasione fiscale, a quella previdenziale,
al caporalato, al lavoro nero ecc.
- lotta alla criminalità di ogni tipo
- sviluppo delle infrastrutture (strade, ferrovie,
comunicazioni ecc.) e dell'istruzione (scuole, corsi professionali,
specializzazione ecc.).
Ma c'è di più. Siena fino a qualche
decennio fa aveva fatto di più e di
meglio di ogni altra situazione quanto all'occupazione. Lo sviluppo
autonomo
del Monte, dell'Università e dell'Ospedale (non esiste
niente del genere al
mondo, e sottolineo "al mondo"), non è dovuto
alle pubbliche istituzioni,
Comune, Provincia o quant'altro, ma al lavoro duro e appassionato
della
nostra società civile durato mille anni (lo Spedale), 760
anni (l'Università) o 529 ani (il Monte). In quei tre organismi
c'era posto per tutti i Senesi e posto qualificato visto che questa
è una città non solo priva di sottoproletariato,
ma anche di proletariato. Invece è successo che ce le siamo
fatte portare via. Monte, Università e Ospedale, sono pieni
di quadri venuti da fuori e quando assumono un senese ce la fanno
cascare dall'alto. Peggio: la massima dirigenza di quelle strutture
è tutta non senese: c'è stata una specie di caccia
all'indigeno. Berlinguer, Tosi, Barucci, Zini, Spaventa, Sapelli,
De Bustis, Macchi, e poi pensiamo a Piccini, Bassanini, Boselli,
Amato, Rosy Bindi, Calabrese e Bonicelli.
Insomma non c'è più un senese alla
guida della Città. Una maggioranza e
un'opposizione al Comune, assolutamente prone a Firenze e a Roma,
hanno
scientemente escluso i Senesi da tutto (anche dalla Città
antica) e siamo
appena all'inizio. Questa è una città straordinariamente
ricca, tra la più
ricche d'Italia, anzi in proporzione la più ricca di tutte.
Qui si stanno
scatenando le peggiori voracità d'Italia (non solo la partitocrazia,
ma
anche la mafia). Ma non è questo che ci meraviglia. Ci
meraviglia il
comportamento dei Senesi che si sono volentieri accontentati del
ruolo del
"negro" che scambia le sue pepite d'oro con le perline
di vetro del buana
bianco e balla e canta felice (il Palio, ma ci porteranno via
anche quello,
proprio come hanno fatto ai negri).
Ecco perché scientemente nel nostro programma
non c'è nulla a proposito
dell'occupazione, ma c'è molto a proposito di riportare
i cittadini a
gestire la propria città, cacciandone partiti e politicanti
mantenuti a vita
dal popolo:
SVILUPPO E OCCUPAZIONE SEGUONO AUTOMATICAMENTE COME
SUCCEDE OVUNQUE GLI UOMINI SIANO LIBERI.