La Curia e Il Monte dei
Paschi
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20 maggio 2001
Larcivescovo Bonicelli ha assicurato sulla
stampa che lingresso della Curia nella Deputazione del Monte
dei Paschi non significa ingerenze clericali estranee agli
interessi di Siena. Vedremo se ciò basterà
a fugare le voci, fattesi insistenti, che invece quellingresso
sia il frutto di un vero e proprio accordo elettorale per consentire
al cupo partito trasversale che controlla Siena di restare al
potere.
Quanto ai passati meriti della Chiesa quale promotrice
in tutte le città di istituzioni finanziarie come i Monti
pii, meriti accampati per giustificare la poltrona in Deputazione,
dobbiamo rilevare:
1. il Monte senese è invece una realizzazione squisitamente
laica dellantico Stato non meno che lUniversità,
lo Spedale o il Duomo (ciò non toglie però che Siena
conferisse incarichi finanziari ai religiosi, ma cautamente solo
a quelli che avessero fatto voto di povertà: Berlusconi
o Agnelli non avrebbero avuto storia politica nella Siena di allora);
2. se un ruolo semmai la diocesi ha avuto nel Monte
è stato quello di spingere affinché la banca fosse
scippata a Siena;
3. può darsi che altrove i Monti pii siano
stati di emanazione religiosa o clericale, e che quindi anche
in questo caso Siena sia andata contro corrente, ma alla resa
dei conti Bonicelli lo deve riconoscere - solo quello di
Siena è sopravvissuto (e come è sopravvissuto!),
mentre tutti gli altri sono miseramente falliti (e ciò
per rispondere anche allaccusa di provincialismo deprimente
che larcivescovo fa a chi, sostenendo che la Curia avrebbe
fatto meglio a starsene alla larga dal Monte, non tiene
conto di quanto tranquillamente succede in altre città:
non sempre il conformismo premia).
Vogliamo insomma dire che Siena è stato un
luminoso esempio anche per questo la sua storia è
oggetto delle particolari attenzioni delle maggiori università
soprattutto anglosassoni di come si possa essere profondamente
religiosi (e Siena lo è stata come poche altre città)
ed allo stesso tempo assolutamente laici, senza essere, come oggi
invece si pretenderebbe, clericali.
Quelli di Montaperti
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