Il sindaco Cenni e la (per lui misteriosa) libertà comunale (17.11.2001)
All’inaugurazione dell’anno accademico il sindaco Cenni ha pubblicamente criticato coloro che “guardano indietro”. Non essendo rimasta a Siena altra opposizione alla cappa di potere che grava sulla città crediamo si riferisse a Quelli di Montaperti. Anche perché oltre a noi pochi in Italia considerano la libertà comunale (questo è l’ “indietro” a cui pensa il sindaco) tra i momenti più alti mai raggiunti dalla cultura dell’uomo e la fonte basilare del pensiero politico moderno, quello stesso, per chiarirci, che il terrorismo islamico intenderebbe distruggere.
I più, in Italia, ritengono infatti che quell’antica esperienza ostacoli ancora il processo di unità e sviluppo del Paese (campanilismi, particolarismi, ecc.). Mentre invece, e il sindaco farebbe bene ad aggiornarsi, l’Occidente più avanzato, a livello delle sue massime università (USA, Svizzera, Inghilterra ecc.), “guarda indietro” facendo risalire ai princìpi repubblicani elaborati allora dalle città-stato italiane (libertas, iustitia et aequalitas) l’origine del proprio primato democratico, economico e culturale.
Per colmo d’ironia il sindaco ha censurato coloro che guardano al glorioso passato della Città proprio mentre celebrava uno dei frutti più belli di quel periodo: l’Università.
Ci sta tutto, ci sta anche che egli non si sia reso conto in che razza di città stia vivendo, ma è più probabile che sappia bene che noi tutti a Siena viviamo ancora - e bene - di ciò che quel periodo ha prodotto: il Monte dei Paschi, lo Spedale, l’Università e il Turismo. Per essere chiari: senza l’esperienza della libertà comunale (una libertà politica di cui i Senesi non hanno mai più goduto) Siena non si distinguerebbe oggi da una qualsiasi cittadina del nostro Meridione (rimasto indietro proprio perché a quell’esperienza è rimasto estraneo).
Ed allora perché quest’astio verso Quelli di Montaperti? Non abbiamo che una risposta: siamo l’unica coscienza critica della città, e i despoti, come ha abbondantemente dimostrato il secolo scorso (senza risalire a Cosimo I de Medici), la libertà di critica proprio non riescono a sopportarla.
Quelli di Montaperti |