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Non ci hanno scippato solo il Monte, ma anche l’Università   (13.12.2002)


Sono ancora fresche le dichiarazioni ufficiali del presidente provinciale Ceccherini e del sindaco Cenni che nei consigli provinciale e comunale non si poteva parlare del Monte dei Paschi perché cosa estranea agli interessi delle assemblee elettive (ed quindi della comunità): i due non potevano trovare modo più chiaro per dirci che quando parlano di un Monte dopo la privatizzazione più senese che mai, stanno solo scherzando.
Il 30 novembre, all’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi per la fusione con la Banca 121, a chi gli faceva notare lo scarso risalto dato a quell’evento, il presidente Fabrizi ha seccamente replicato che alla convocazione dei soci era stata data la pubblicità prevista dalla legge e che se qualcuno pensava che la legge non fosse stata rispettata sapeva a chi rivolgersi. Anche Fabrizi non poteva essere più esplicito a proposito del fatto che tra Siena e il Monte corrono ormai gli stessi rapporti che con qualsiasi altra banca (e pensare che all’epoca del suo insediamento, in quanto senese e contradaiolo, Fabrizi fu salutato come sicuro baluardo a difesa della senesità del Monte!).
Il 4 dicembre l’Università ha inaugurato l’anno accademico alla presenza del Capo dello Stato Ciampi, escludendo accuratamente dalla cerimonia i membri del Consiglio comunale e tutti i priori delle Contrade, ossia tutto ciò che più intimamente rappresenta la nostra comunità (questo vuol dire che tra gli ammessi alla cerimonia nessuno rappresentava Siena come quelli che sono stati esclusi). Anche il rettore Tosi quindi (inutili e tardive le sue scuse alle Contrade) non poteva essere più chiaro: l’Università è un suo personale feudo e quindi nulla più la lega (a parte i miliardi elargiti dalla Fondazione) alla Città che l’ha fondata e fatta grande.
Ormai neanche più fingono, convinti che i Senesi siano indifferenti a questo straordinario e spettacolare sacco della loro Città. Ma noi speriamo di dimostrare che hanno fatto male i loro conti: non avremo pace fino a quando i responsabili primi di queste spoliazioni, che siedono indistintamente nei partiti della maggioranza e della minoranza, non saranno messi in condizioni di non più nuocere.

                                                                                            Quelli d Montaperti

 

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