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I nostri soldi ai quattro venti   (1.8.2002)

Come avevamo previsto è iniziato il pantagruelico banchetto imbandito sulla Fondazione del Monte dei Paschi.
Quanto ai commensali più importanti ed alle portate più consistenti, si sa che si spenderanno 170 miliardi di lire dei Senesi per finanziare la ricerca che interessa alle multinazionali Chiron e Bayer (è solo nel terzo mondo che è consentito alle multinazionali di prelevare la ricchezza delle popolazioni locali); 2) la Finanziaria di Sviluppo, che si è messa in testa di giocare al grande finanziere nazionale, chiede alla Fondazione una ricapitalizzazione di 50 miliardi (sempre soldi dei Senesi) perché sta pensando a consistenti investimenti (coi soldi nostri) al Sud, ma si vocifera anche di interventi nella Valdelsa, collegio elettorale del presidente della Provincia, il poggibonsese Ceccherini. Anche per Poggibonsi è in partenza dalla Fondazione un pacchettino di miliardi, nonostante che Ceccherini, uomo integerrimo e austero, abbia dichiarato alla stampa di non interferire con (i soldi del) la Fondazione, anzi alla Fondazione neanche telefona (evidentemente lo stanziamento per Poggibonsi è stato disposto per banale telepatia).
E il presidente della Fondazione Mussari ha rassicurato i Grossetani che ci saranno miliardi anche per loro, mentre sta dirottando fondi anche verso la sua terra d’origine (Catanzaro) e il Direttore Generale della Banca MPS, De Bustis, beneficia la sua Lecce trasferendovi parte delle strutture della Direzione Generale.
Nulla più è in grado di frenare questa grande abbuffata. Anche la Lega Nord, che al di là delle fanfaronate è un partito statalista, centralista e antifederalista come pochi altri - reclama che anche la Grosseto-Fano (e sottolineiamo Grosseto-Fano), sia pagata dai Senesi, senza preoccuparsi (saprebbe troppo di federalismo) se questi ultimi siano d’accordo o se non sembri loro di avere già pagato allo Stato, in questi ultimi 50 anni, tasse più che bastanti alla bisogna.
Una lista assai parziale, e siamo solo agli inizi. Cosa succederà quando si sarà sparsa la voce di questa inesauribile generosità dei Senesi, disposti per questo a ricoverarsi in ospedali lontani perché nel loro non c’è più posto, a tenere i propri vecchi in ambienti fatiscenti o a mandarli fino a Acquapendente e a lasciare la città ed andarsene in altri comuni perché qualcuno ha deciso che Siena serve ad altre cose o a qualcun altro? Quanto potrà essere tesa ancora la corda?

Quelli di Montaperti

 

 

 

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