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La camionabile nella Valle di Follonica  (8.5.2001)

 

Al Ministro dei beni culturali e ambientali
Via Collegio Romano 27 – 00100 Roma

e per conoscenza a:

Presidente Regione Toscana
Via Cavour 2 –  50100 Firenze

REGIONE TOSCANA - Assessore Regionale all’Urbanistica
Via di Novoli 26 – 50100 Firenze

Ufficio per la Convenzione Europea del Paesaggio
presso Segretariato Generale della Commissione europea
Rue de la Loi, 200 - B-1049 Bruxelles

CENTRO DEL PATRIMONIO DEL MONDO DELL’UNESCO,
Place de Fontenoy 7s - 75352 Paris 07SP

Commissione italiana UNESCO
Piazza Firenze 27 – 00186 Roma

CLUb UNEsCO SIENA
presso Giovanna Muschietti, Via Caffarini 7 – Siena

SINDACO di Siena
Siena

Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Siena Via di Città 140 – Siena

ITALIA NOSTRA
Via Nicolò Porpora 22 – 00186 ROMA

PROCURA DELLA REPUBBLICA
Tribunale di Siena - Siena

 

Nonostante le proteste e gli esposti ufficiali (compresi ricorsi a codesta Ministero e presso la magistratura ordinaria e amministrativa) di organizzazioni ambientaliste, comitati di cittadini e singoli abitanti per la serie infinita di gravi ferite inferte negli ultimi anni al patrimonio urbanistico e architettonico della città di Siena, dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1995, gli scempi continuano.
In allegato alla presente si rimette la documentazione relativa alla costruzione di una camionabile di alcune centinaia di metri che ha devastato il fondo di una delle “protettisime” valli verdi intra-murarie della città, la valle di Follonica, e che supererà le mura trecentesche della città con un ponte in cemento armato. Le reazioni spontanee ad un’opera così distruttiva hanno provocato risposte sulla stampa delle parti in causa dalle quali è emerso che l’opera è al servizio di una speculazione edilizia in piena valle e che sarà rimossa non appena la costruzione sarà terminata.
Un’opera così invasiva e costosa pone più di un interrogativo sulle reali dimensioni della speculazione edilizia in atto in un punto, come la valle di Follonica, dove è interdetta ogni nuova costruzione.
Visti i precedenti (anche per i parcheggi pubblici sotterranei era stato assicurato che alla fine dei lavori la parte visibile sarebbe stata riportata allo stato preesistente e che il muro cinquecentesco abbattuto in Via Mattioli, per l’altro scempio della facoltà di giurisprudenza, sarebbe stato ricostruito), siamo autorizzati a dubitare della rimozione del manufatto a fine lavori. Oltretutto la sua distruzione comporterebbe interventi traumatici tali da mettere in discussione il delicato equilibrio delle sottostanti mura che hanno ben settecento anni (così quella speculazione edilizia potrà disporre di un proprio, diretto, panoramico e permanente accesso al centro cittadino).
Mentre la nostra Confraternita ha in corso approfondimenti atti a stabilire la legittimità del fatto denunciato, chiediamo a codesto Ministero immediatamente di bloccare i lavori, sollevare dall’incarico l’attuale sovrintendente per i beni monumentali e artistici e avviare un’indagine sul suo operato e su quello dei suoi predecessori (tenendo presente, a tale proposito che uno dei massimi dirigenti del Suo Ministero, Pio Baldi è stato sovrintendente a Siena e pare abbia approvato l’opera in questione).
In tale attesa salutiamo distintamente.
 

Quelli di Montaperti

 

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