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Il Popolo deve sapere quanto gli costa la corte del Principe! (10.7.2001)

Non c’è democrazia senza identità tra governanti e governati. La legge che affida nella mani di uno solo, il sindaco, tutti gli incarichi attraverso i quali si governa la complessa società senese (si parla di ben 300 poltrone comprese quelle della giunta, del Monte dei Paschi, S. Maria della Scala, Papesse, Train, Intesa ecc.), ha dato il colpo di grazia al già nebuloso concetto di democrazia che in questa Città (e nel Paese) si aveva. Infatti non solo si è definitivamente privato il Popolo del diritto di scegliersi la propria classe dirigente, ma si è consentita la formazione di una casta di privilegiati del potere tipica delle corti rinascimentali e di ogni tirannia. Il sindaco ora dispone di una propria, vasta e strapagata (dal Popolo) clientela personale, sicuro viatico di riconferma nella carica alla scadenza del mandato (non è quella stessa clientela che ha finanziato l’elezione del Cenni?): il Popolo ha l’obbligo di pagare quelle laute prebende (e quindi indirettamente anche l’elezione del sindaco) senza neanche il diritto di conoscerne l’ammontare.
E’ sintomatico che contemporaneamente si sia riconosciuta all’arcivescovo quell’autorità politica autocratica (investitura dell’attuale sindaco quando era candidato, partecipazione alle nomine del Monte, ecc.) che i Senesi si erano scrollata di dosso ben mille anni fa, dando così inizio a un lungo periodo di libertà e floridezza.
In sintesi abbiamo fatto un pauroso balzo indietro.
Tutto ciò premesso, chiediamo a Lei di avanzare, singolarmente od insieme a qualcuno degli altri consiglieri (a cui pure la presente lettera è indirizzata), un’interrogazione al sindaco affinché siano rese pubbliche le retribuzioni (onorari, gettoni, indennità accessorie, benefici particolari, rimborsi spese e quant’altro) di ciascuna di quelle nomine: che il Popolo, defraudato di ogni potere democratico, sappia almeno quanto gli costa il mantenimento della corte del Principe.
Restiamo in fiduciosa attesa di un cortese cenno di riscontro.

Quelli di Montaperti

 

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