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Ecco la nuova Deputazione della Fondazione   (4.8.2001)

Mussari di Catanzaro, Bonechi di Castelnuovo, Borghi di Monteroni, Felici di Chiusi, Mancini di San Gimignano, Lastray di Roma: nella nuova Deputazione della Fondazione non c’è un solo senese. Neanche lontanamente possibile che si tratti di un caso, la legge delle probabilità non lo consente (quanti ce ne sono a Siena di spessore culturale e professionale superiore!). No, questa è una scelta voluta e che viene da lontano. Al Monte dei Paschi la “caccia” al Senese era cominciata già prima degli anni ’80 fino a che, a metà degli anni ’90, non ne rimase un solo tra le 20-25 massime cariche direzionali di una banca che a Siena ed ai Senesi doveva e deve tutto: la nascita, la sopravvivenza nei secoli e la straordinaria fortuna (niente di simile esiste al mondo).
E’ il trionfo del teorema razzista che Omar Calabrese non si vergognò di dichiarare alla stampa: a Siena la classe dirigente deve venire da fuori perché i Senesi non sono in grado di esprimerla. O forse è peggio perché questa è un’azione di autentica pulizia etnica: i Senesi, questa tribù dalle selvagge tradizioni, non piace al padrone bianco e deve quindi essere spogliata di tutto. Ci siamo domandati spesso perché tanto accanimento, ma non riusciamo a trovare che una risposta: a Roma e Firenze non si  riesce a tollerare che i Senesi da sempre ce la facciano da soli, senza ministri prodighi di autostrade o ferrovie o capitani d’impresa generosamente pensosi del nostro problema occupazionale. Purtroppo nessuno è più inviso al regime di chi è orgogliosamente indipendente, di chi è capace di sopravvivere (e bene!) senza bisogno di chiedere favori al potente di turno.
Ma ora il romano Piccini non c’è più, ora al Palazzo c’è un senese contradaiolo, e questo proprio non ce l’aspettavamo.
Sindaco Cenni, non c’è solo quel razzismo del bianco contro il nero che Lei non perde occasione di deprecare con gran sussiego: c’è un razzismo peggiore ed è quello del nero che si schiera col padrone bianco contro la propria tribù. E questo è quello che Ella ha fatto concordando quelle nomine nella Deputazione della Fondazione.
Noi faremo il possibile affinché i Senesi non lo dimentichino.

Quelli di Montaperti

 

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