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Il Comune contro il ministro Visco (31.5.2001)

L’intervento del ministro Visco sulle fondazioni bancarie – che secondo i padroni della Città ha il solo scopo di impedire l’incoronazione di Piccini a presidente della Fondazione – è ineccepibile sul piano dei princìpi, ma quanto al modo e la forma è un atto di puro stile littorio (ma perché meravigliarsi ormai?). Probabilmente si tratta solo del riverbero su Siena di una delle congiure di palazzo (il conflitto Veltroni-D’Alema) tipiche di ogni regime dispotico, anche se non manca chi, proprio dall’interno della casta dirigente senese, parla di una sporca manovra preordinata al fine di ottenere, come in effetti è avvenuto, il ricompattamento intorno a Piccini del partito trasversale che controlla Siena – la sedicente opposizione inclusa, come s’è visto – da troppo tempo dilaniato da profonde fratture (vedi la questione delle liste massoniche o il confronto sordo ma senza esclusione di colpi tra le candidature della Carli e del Cenni).
Ma la notizia che al Comune si stia pensando a un ricorso al Tar contro il diktat del ministro, impone un’ulteriore riflessione su questo compagno Piccini che va in Porche, che si fa comprare dal Comune, ovviamente a spese dei Cittadini, una Mercedes da 80 milioni e che per circa sei anni, consenziente l’opposizione, ha informato ogni atto del suo autoritarissimo governo (a partire dalla privatizzazione del Monte dei Paschi contro la volontà popolare) al raggiungimento di uno scopo solo: l’incoronazione a presidente della Fondazione.
Ora noi Cittadini dovremmo sostenere anche il pesante onere di un ricorso al Tar affinché questo ambizioso e vorace privato (perché tale è) possa coronare il suo sogno: autonominarsi in cima a 20 mila miliardi che appartengono al Popolo diventando così uno degli uomini più potenti d’Italia (il più potente e quindi più odiato di tutti, Berlusconi, lo sopravanza di poco: 23 mila miliardi che però sono suoi).
Oramai siamo abituati a tutto (senza speranza di sussulti di dignità da parte della cosiddetta opposizione): ma che almeno il ricorso, il compagno Piccini, se lo paghi di tasca sua.

                                                                                       Quelli di Montaperti

 

 

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