A Barzanti piace la nuova facoltà di Giurisprudenza a Porta Tufi e a Sgarbi la risalita del Costone (18.7.2002)
Lo scempio compiuto dall’Università a Porta Tufi (le nuove facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche), resterà a imperitura memoria di quanto barbara possa essere un’istituzione che pretenderebbe di essere depositaria del sapere intelligente e della cultura alta. Sì, barbara, perché così si definisce ogni forza o potere che su un territorio si muova calpestando i sentimenti e gli interessi del popolo civile e quieto che quel territorio abita. Barbara perché solo i barbari sono capaci di celebrare, dopo, lo scempio compiuto. Infatti il 16 luglio l’Università ha celebrato orgogliosamente quella sua devastante dimostrazione di potere, presentando un libro dal beffardo titolo: “Un edificio senese” (sic!). Un’iniziativa che ha visto coinvolto l’architetto fiorentino Natalini (anch’esso fiero di una realizzazione che non a caso ha saccheggiato a piene mani, almeno esternamente, i moduli del Ventennio), ma anche, e il fatto ci stupisce non poco, il senese Roberto Barzanti, in veste di “sostenitore” (d’altra parte a suo tempo ebbe a dire con incredibile candore “aspettiamo che sia costruita, prima di esprimere giudizi”: si vede che dopo gli è piaciuta).
Intanto su un altro versante Vittorio Sgarbi, appena “beneficiato” dell’incarico di regista del Rigoletto, presto in scena in Piazza del Campo, dichiara ancora una volta che l’altra grande opera di regime, quella risalita meccanica che ha massacrato il Costone, è buona e bella cosa. Sgarbi non sembra rendersi conto (o forse sì, ma non gliene importa niente) di dar così adito alle male lingue, che non mancano mai, di strumentalizzare l’innocente accostamento tra le due cose: da una mano prende chissà quanti milioni per la regia e dall’altra dà la sua benedizione allo scempio che la pubblica amministrazione ha compiuto in uno dei luoghi più “senesi” della città.
Da parte nostra è netta la sensazione che siamo solo agli inizi e che il peggio debba ancora venire (almeno stando alle parole del rettore Tosi che ha dichiarato di avere altri programmi da realizzare).
Quelli di Montaperti
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