Ancora sulle Papesse
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3 Maggio 2001
Maurizio Cenni, candidato sindaco Ds, ci ha ripensato ed ha
dichiarato alla stampa che Quelli di Montaperti hanno ragione:
è un bene che i Senesi tornino a vivere, se vogliono,
dentro le loro mura (è stato quindi un male averli cacciati
durante questi 50 anni di buon governo).
Dove invece tarda a cambiare idea è sulle Papesse, delle
quali ha riaffermato recentemente sulla stampa lalto livello
artistico e culturale, lenorme prestigio internazionale
che ne è derivato a Siena e via fantasticando. Allora
è bene che le cose siano dette in maniera più
chiara di quanto è successo finora, visto che si tarda
a capirle. Il centro delle Papesse è solo uno strumento
di promozione commerciale per artisti e esperti
alieni in cerca di notorietà. E per questo privatissimo
interesse noi dobbiamo sborsare due dei nostri pubblicissimi
miliardi. E inutile che Piccini e i suoi mezzani, incuranti
del ridicolo, ci vengano a dire che hanno voluto le Papesse
per arricchire culturalmente i sudditi. Abbiamo tutti smesso
da tempo di credere al politico che fa quello che fa perché
ha un cuore nobile e generoso grosso così. Qui cè
solo un capo che ci vuole imporre anche il modo
di pensare e vedere larte e la cultura (per di più
con i nostri miliardi) per mettersi in bella mostra con gli
intellettuali Melandri e Veltroni. E comunque loro
pensino al loro arricchimento culturale, che al nostro ci pensiamo
da soli. Anzi, cerchino di far presto a capire che siamo noi
che diciamo al capo come la deve pensare e cosa deve fare. Perché
il contrario si chiama, ancora oggi, con un nome solo: fascismo.